La piramide alimentare

La piramide alimentare è un simbolo grafico inventato negli Stati Uniti per far comprendere ai consumatori quali sono gli alimenti da assumere con maggiore o minore frequenza. Le varianti sono tante. C’è anche quella ambientale.

Tra alimentazione e salute esiste un legame strettissimo, indagato sempre più a fondo per comprendere quale sia effettivamente il potere del cibo. Per aumentare il benessere e allungare la vita occorre però anche divulgare i ritrovamenti della scienza, saperli spiegare e diffondere.

Attraverso le linee guida costantemente aggiornate in fatto di salubrità dei cibi è stata elaborata la prima piramide alimentare, sintetizzando le necessità qualitative e quantitative del nostro organismo da tener presenti per praticare una buona alimentazione.

Si tratta di uno schema piramidale con al vertice i cibi da consumare occasionalmente e alla base gli alimenti – fondamentali, appunto – che, consumati quotidianamente, hanno dato prova di avere un effetto positivo sulla salute dell’uomo.

In forza delle loro caratteristiche prevalenti, gli alimenti sono stati raggruppati in sette  gruppi. Si tratta di un’innovazione notevole rispetto ai criteri dei vecchi quattro gruppi alimentari, introdotti per la prima volta nel 1956, che enfatizzavano l’importanza dei cibi di origine animale. Con il passare del tempo, però, le conoscenze sull’importanza delle fibre, i rischi per la salute dei grassi e del colesterolo, e le proprietà protettive di molti nutrienti contenuti esclusivamente nei cibi vegetali, sono molto aumentate.

Ogni Paese ha poi personalizzato la piramide secondo gli usi e costumi alimentari in relazione con il clima e i fabbisogni energetici, e sono state anche condotte nuove elaborazioni riguardanti l’ecologia e l’ecoefficienza.

La prima piramide alimentare in Usa

Le indicazioni dei nutrizionisti americani furono raccolte dal dipartimento statunitense dell’Agricoltura (USDA) nel 1991, che voleva riassumere i dettami della dieta mediterranea con un modello grafico semplice, chiaro e comprensibile. Il simbolo scelto è stato quello di una piramide, la cui base, più larga, contiene i cibi da mangiare di più, e via via salendo – dato che si restringe – quelli di cui ridurre l’uso. Così è nata la prima piramide alimentare raffigurante la distribuzione degli alimenti nell’arco della settimana, indicandone la frequenza e le dosi consigliate. Nel 2005  lo schema è stato rivisto e attualizzato con modifiche importanti, ad esempio la distinzione tra grassi buoni e insalubri e lo spostamento della carne rossa verso gli alimenti meno raccomandabili.

 vecchia_piramide_alimentare
 nuova_piramide-alimentare_mediterranea

My Plate

Nel 2011 la moglie del Presidente USA in persona ha presentato alla nazione My Plate, il nuovo grafico USDA, a 5 sezioni a forma di piatto di alimentazione, un nuovo concetto di alimentazione sana da seguire. In pratica, il disegno riporta un piatto suddiviso in 4 parti che, a seconda della loro grandezza e proporzione nei confronti delle altre, fa capire quanto è importante e in che misura devono essere presenti per pasto, quegli alimenti indicati.

DairyGroup

L’immagine del My Plate è stata disegnata per suggerire alla popolazione come costruire un piatto sano. Delle quattro parti, la più grande (3/4) è riservata alla verdura (vegetables), poi la frutta (fruits), la terza ai cereali (grains) e la più piccola alle proteine (protein). A fianco un piattino con latte e latticini (dairy).

La piramide alimentare italiana

Il ministero della Salute ha affidato a un gruppo di esperti (con il D.M. dell’1/9/2003) il compito di elaborare un modello di dieta di riferimento che sia coerente con lo stile di vita e la tradizione alimentare del nostro Paese. È nata così la piramide settimanale dello stile di vita italiana (http://www.piramidealimentare.it/), elaborata dall’Istituto di Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Roma La Sapienza a partire dall’originale definizione di Quantità Benessere (QB) sia per il cibo che per l’attività fisica.

piramide alimentare italiana

È costituita da sei livelli: al piano terra della piramide troviamo frutta e verdura, alimenti irrinunciabili; al primo piano sono presenti gli alimenti ricchi di carboidrati complessi: pane, pasta e riso, patate e biscotti. Il secondo piano comprende i cibi proteici: carne e salumi, pesce e prodotti ittici, legumi, uova; salendo, sono collocati i grassi da condimento (olio extravergine d’oliva e burro) e i latticini (latte, yogurt e formaggi). Infine, gli alimenti meno fondamentali per la dieta, ovvero gli alcolici (vino e birra) e i dolci. Tutt’intorno è stata messa l’acqua perché se non ci fosse, la piramide non sarebbe completa, non esiste infatti alimentazione corretta senza un giusto apporto di acqua.

La piramide alimentare dei vegetariani

La prima piramide vegetariana è stata commissionata alle università di Cornell e Harvard e pubblicata il 15 gennaio 1998. L’obiettivo era aiutare chi attua la scelta vegetariana ad avere il corretto apporto di nutrienti tramite una alimentazione basata su cibi vegetali. In Italia è stata la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana a stilare nel 2006 uno schema alimentare piramidale: è divisa in spicchi, e prevede 6 porzioni al giorno di cereali integrali (ricchi di fibre, carboidrati complessi, proteine, vitamina B, E, ferro e zinco), 5 porzioni di legumi e frutta secca, 4 porzioni di verdura, 2 di frutta fresca, 2 di grassi.

piramide-vegetariana

La piramide alimentare di altri paesi

Ogni Paese ha poi personalizzato la piramide secondo gli usi e costumi alimentari in relazione con il clima e i fabbisogni energetici. Di seguito, due esempi: la piramide alimentare africana e quella asiatica.

 African_pyramid_flyer
 Asian_pyramid_flyer

Se volete approfondire potete consultare il sito http://oldwayspt.org/resources/heritage-pyramids.

La doppia piramide alimentare ambientale

L’approccio che congloba l’attenzione per l’ambiente e la considerazione dell’uso di risorse naturali per ottenere gli elementi nutritivi è stato inaugurato nel giugno 2010 dal Barilla Center for Food and Nutrition . Gli esperti hanno calcolato l’impatto ecologico dei vari alimenti e mettendoli in ordine digradante hanno scoperto che, paradossalmente, i cibi in cima alla piramide alimentare (cioè quelli meno raccomandabili) sono spesso anche quelli più energivori e antiecologici. È stata poi anche disegnata una piramide dell’impronta idrica degli alimenti, disposti qui in ordine di quantità d’acqua usata per produrli.

doppia piramide alimentare

Gli elementi immancabili in tutte le piramidi alimentari

I concetti chiave sono:

  • la varietà,
  • la moderazione,
  • la proporzionalità,
  • l’adeguatezza al contesto nazionale delle scelte alimentari.

Essendo state sviluppate dalle autorità sanitarie e dai ricercatori decine di modellazioni piramidali, è possibile affermare che gli elementi immancabili sono sempre:

  • le verdure,
  • l’acqua
  • l’attività fisica.

Occorre ricordare è che è la sedentarietà, più che l’incremento dell’apporto calorico, una delle cause principali dell’insorgenza dell’obesità e delle patologie correlate.

Parrebbe che, oltre a leggerla, la piramide, il consiglio sia di scalarla!

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